Il bigiornaliero

La tabella di Albanesi per questo week-end dava una giornata con due allenamenti: il bigiornaliero. Corsa da fare la prima parte la mattina e la seconda la sera, intervallate da un pasto ipoglicidico (a base di grassi e proteine con pochi carboidrati e abbastanza frugale ).
La mattina mi sveglio abbastanza presto, ancora prima della sveglia programmata alla 6:19. Fuori sento il diluvio, in effetti piove veramente forte. Guarda i vestiti pronti per la corsa sulla poltrona, e decido che non ho voglia di prendere troppa acqua, si torna a letto.

La mattina è occupata con imepgni per i bimbi per cui, alle 12:45 appena rientro in casa mi cambio e vado, fortunatamente non piove. Arrivo in zona Alzaia del naviglio ed inizio la mia corsa che prevede i primi 10 km ad un passoa 5:30, faccio fatica a tratti ad andare così piano, ma resisto. Al km 10,5 ( appena arrivato a Caselle fraz. Morimondo ) giro indietro e mi accorgo che c’e’ parecchio vento, i primi km faccio parecchia fatica poi un pò mi abituo un pò il vento diminuisce la sua forza. Arrivo al termine dei 21 km tutto sommato bene e a ritmo prefissato.

Arrivo a casa alle 15:00 doccia e mi butto sopra carne lessa e due carote. Mi faccio un succo di frutta e via a seguire la partita di basket di mio figlio.

Ore 17:50 fuori non piove, ma c’e’ vento ho di tutto tranne voglia di uscire, ma ormai mi ero messo in testa di fare questo secondo allenenamento ed esco di casa dicendomi che se veniva a piovere o c’era troppo ve3nto tornavo ( volentieri ) a casa alla svelta.

Quando mi metto a correre le gambe sono dure, ma il ritmo del primi 10 km lo sostengo abbastanza bene, poi mi giro e inizia la vera fatica: inizia a diventare buio e le gambe iniziano a non girare. La corsa diventa difficile, e non vedo l’ ora di arrivare alla fontanella che dovrebbe essere al km 17, prima cammino per 30 secondi, per riprendere le energie. Arrivo alla fontanella bevo e bevo, ora è proprio scuro e i 3 km da fare ancora mi sembrano un’ infinità: vado avanti piano piano,poi cammino, infine mi metto a correre lento di più proprio non riesco, piano piano arrivo alla fine dell’ allenamento appena scatta il km 20 spengo e cammino fino alla macchina.

Provare era da provare, anche psicologicamente, il correre senza non averne più, tenere duro per arrivare. Beh la bella notizia è che il grosso è stato fatto, ora arriva la parte divertente.

Alaves

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